ALBINISMO IN AFRICA: TRA MEDICINA E MAGIA

13 Giugno, giornata mondiale dell’albinismo

L’albinismo è un disturbo congenito ereditario che si manifesta con l’assenza o la riduzione della melanina nella pelle, nei capelli o negli occhi.

Tale condizione non è contagiosa, e colpisce circa un individuo su 20,000 in tutto il mondo. Nonostante ciò, è molto diffusa nell’Africa sub-sahariana, dove un individuo su 5,000 è affetto da albinismo; la maggior parte dei casi vengono riportati in Mozambico, Tanzania, Burundi, Kenya, Zimbabwe e Sud Africa.

In Malawi, un paese di circa 16.5 milioni di persone, si stimano tra i 7,000 ai 10,000 albini.

La mancanza di melanina porta spesso, come conseguenza, a carenza a livello della vista, forte sensibilità alla luce e cecità. La particolare condizione di vulnerabilità della pelle all’azione dei raggi solari genera una predisposizione, negli individui albini, a contrarre cancro alla pelle e lesioni.

La questione non è soltanto medica.

In alcuni paesi africani le parti del corpo degli albini vengono utilizzate per riti magici perché si pensa che siano dotati di poteri sovrannaturali e che i loro organi possano portare fortuna.

Queste vengono vendute, assieme alla loro pelle, sul mercato nero a prezzi altissimi, che vanno dai 1500 ai 7000 euro. Le bambine, spesso, vengono violentate, poiché si crede che possano guarire gli uomini affetti da Aids.

Secondo Amnesty International, le discriminazioni nei confronti di individui albini sono diffuse in Africa in 23 paesi. La maggior parte di questi, documentati nella Regione dei Grandi Laghi, in particolar modo in Tanzania e Burundi.

Secondo i media, la Tanzania conta, infatti, circa 180 attacchi, tra cui 76 omicidi, dal 2000.

35 di questi sono avvenuti nel 2015, in corrispondenza delle elezioni tenutesi in ottobre: in questa occasione, numerosi politici si sottoposero a riti magici e propiziatori che vedevano l’uso, da parte di stregoni, dei corpi di individui albini (o di parte di essi)

Più che mai, la parte di popolazione affetta da questa patologia genetica è a rischio di estinzione, e vittima di emarginazione e violenze. Tale fenomeno, quindi, è fortemente radicato nella sfera sociale: gli albini appartenenti alle comunità nere, in particolare delle aree rurali più arretrate, ma non solo, vivono nel terrore. I bambini hanno paura di recarsi a scuola e gli adulti a lavoro, precludendosi opportunità e ponendo limiti alla propria libertà. Molti di loro portano con sé i segni degli abusi subiti, a livello fisico e psicologico.

E’ necessario, quindi, un forte e tempestivo intervento da parte delle autorità, per evitare che queste violazioni di diritti umani vengano ulteriormente perpetrate, e per porre fine in modo definitivo a questo terribile fenomeno, fin troppo diffuso. Non si tratta di imporre leggi e pene più severe, ma di diffondere pratiche educative in grado di innescare un cambiamento a livello culturale, contrastando la superstizione, a favore di evidenze scientifiche.

In collaborazione con le organizzazioni presenti sul territorio, l’Onu ha avviato molteplici iniziative sul problema dell’albinismo in Africa: a Dar es Salaam è stato promosso il primo forum che lo riguarda, a cui hanno partecipato 28 paesi africani. La risoluzione A/HRC/RES/28/6 raccomandava gli Stati dell’assemblea di prendere urgentemente tutte le precauzioni possibili per prevenire gli attacchi alle persone affette da albinismo, di avviare tempestivamente indagini e controlli e avviare politiche di inclusione sociale. Amnesty International ha da tempo attivato numerose campagne, volte a contrastare pratiche disumane nei confronti degli albini, al fine di garantire loro i diritti di base e una vita serena e degna.

Scritto da: Jennifer Decortes

Fonti:

https://interactive.aljazeera.com/aje/2017/malawi-killed-for-their-bones/index.html

https://www.aljazeera.com/videos/2017/7/3/tanzanian-albino-victims-receive-treatment-in-the-us

https://www.aljazeera.com/news/2017/6/7/malawi-people-with-albinism-living-in-fear

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